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La ricerca
Premessa
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ricerca nel campo delle
microalghe tossiche planctoniche è attiva da almeno una ventina
di anni in
istituti sia italiani che di molti paesi europei ed extraeuropei. Ad
oggi si può contare su un nucleo di conoscenze relativamente
solido in questo campo, sebbene alcuni temi
generali o a carattere locale restino ancora da chiarire. |
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La situazione
è molto diversa nel caso delle microalghe tossiche bentoniche,
che sono diffuse soprattutto in aree tropicali o subtropicali, lontane
dai siti dove
si concentrano la gran parte degli istituti di ricerca. Gli studi
condotti finora sono pochi, sparsi e principalmente concentrati su
specie di
dinoflagellati del genere Gambierdiscus.
Questi producono
tossine che, accumulate attraverso la rete trofica da pesci erbivori, causano
una sindrome umana chiamata ciguatera,
con sintomi ben diversi da quelli associati alle fioriture di specie del genere Ostreopsis. Nelle aree temperate, le ricerche su Ostreopsis
spp. si limitano ad alcuni studi effettuati in Nuova Zelanda dove comunque non
sono stati riportati problemi connessi al contatto con l’acqua di mare o
all’esposizione all’aerosol.
Nello studio delle fioriture di
microalghe bentoniche o HBAB (Harmful Benthic Algal Blooms) bisogna
tener conto di due aspetti nettamente distinti. Da un lato, l’attività di
ricerca deve mirare alla conoscenza dei meccanismi alla base delle fioriture,
che, data l’estrema tossicità della specie, costituiscono un danno potenziale
per l’ecosistema marino e per la salute umana. Dall’altro, lo studio deve
essere indirizzato anche alla valutazione dell’effettivo impatto di alcune HBAB
mediante la diffusione di tossine nell’acqua e nell’aerosol. Se è infatti vero
che l’impatto necessariamente si ha quando c’è una fioritura, non è vero che
una fioritura massiva debba necessariamente culminare nei fenomeni di morie di
animali marini o di intossicazione umana come quelli verificatisi in alcuni
casi lungo le coste italiane negli ultimi anni.

La Strategia
Data la natura complessa e pressocché unica
al mondo del problema da affrontare, e considerata l’urgenza di dare risposte
che possano supportare azioni di protezione e mitigazione dei problemi connessi
con le fioriture, il programma mira ad un coinvolgimento di una parte
consistente della comunità di ricerca italiana presente sia negli istituti dei
partecipanti alla rete che in altri organi di ricerca. Sono inoltre in corso
contatti con colleghi dell’area mediterranea per espansioni internazionali.
Il programma si basa su una
componente di campionamenti ‘a tappeto’ nel
maggior numero possibile di siti, sebbene sia ben chiaro che non è possibile
studiare gli 8000 Km di costa italiana. In aggiunta ai siti di campionamento
che saranno selezionati opportunamente in base a caratteristiche idrodinamiche,
geomorfologiche e biologiche, anche attraverso una stretta collaborazione con gli
enti locali, si prevede di analizzare campioni prelevati da operatori diversi
(capitanerie di porto, gestori di stabilimenti balneari, subacquei dilettanti e
professionisti, ecc.) durante situazioni a mare considerate sospette.
I dati di distribuzione vanno
raccolti contestualmente a parametri
ambientali di diversa natura, inclusi ad esempio i dati meteorologici e quelli
relativi al moto ondoso, che possono essere causali o concomitanti alle
fioriture e/o al loro impatto e che possano quindi costituire un elemento
fondamentale nei modelli previsionali del fenomeno. Una stretta collaborazione
con i ricercatori modellisti di Bentox-Net è prevista fin dalla fase di
progettazione del campionamento.
In relazione all’elevata
tossicità di Ostreopsis e all’assoluta mancanza di informazioni sui
possibili percorsi delle tossine nella rete trofica, i campionamenti dovrebbero
includere, almeno nelle fasi di apice della fioritura, gli animali bentonici (molluschi, crostacei e pesci) che potrebbero
essere vittime o vettori delle tossine e, nel secondo caso, costituire un
rischio per la salute umana.

In aggiunta agli studi di distribuzione
spazio-temporale dei dinoflagellati bentonici, sono da prevedere studi di
laboratorio che si basano su materiali raccolti nelle campagne e hanno come
obiettivo:
- lo studio
del ciclo vitale e delle caratteristiche fisiologiche dell’alga
che ne favoriscono lo sviluppo massivo in aggregati mucillaginosi. Queste
ricerche devono includere anche la caratterizzazione della matrice
esopolimerica prodotta durante le fioriture e tematiche quali la relazione fra
la produzione di tossine e lo stato fisiologico o del ciclo vitale delle
microalghe, nonchè lo studio dello sviluppo degli aggregati mucosi o biofilm in
incubatori a flusso per analizzare il ruolo degli esopolimeri nell’adesione ai
substrati, coesione e interazione tra organismi. Le possibili interazioni con
batteri potrebbero essere infatti responsabili o corresponsabili della
tossicità, sono infine necessari studi di grazing volti a valutare gli effetti
sulle comunità zoobentoniche, inclusi i pesci;
- la
caratterizzazione tassonomica e genetica delle specie responsabili
delle fioriture mediante analisi in microscopia ottica ed elettronica,
accoppiate a tecniche molecolari. Le tecniche molecolari, oltre ad essere
spesso necessarie per confermare l’identificazione, consentono di analizzare la
variabilità intraspecifica e di rapportarla, ad esempio, alle condizioni
ambientali, alla produzione di tossine e all’area geografica. Sono inoltre
previsti studi di genomica sulla produzione di analoghi della palitossina in
ceppi tossici.
Il programma mira altresì ad una definizione
più precisa delle caratteristiche
chimiche e tossicologiche delle tossine prodotte da Ostreopsis , che
a tutt’oggi sono ancora definite ‘analoghi della palitossina’. Restano,
inoltre, da chiarire alcuni aspetti tossicologici fondamentali, in particolare
se siano queste tossine implicate negli impatti da contatto ed esposizione
all’aerosol o se vengano prodotte altre tossine ancora da rilevare. Dal punto
di vista pratico, è urgente la messa a punto di metodi di rilevazione delle
tossine nell’alga, nelle matrici liquide e gassose e negli organismi marini.
Infine, il programma comprende attività volte all’ottimizzazione
della comunicazione fra scienza e società, attraverso l’interscambio e la
collaborazione fra i diversi settori impegnati nello studio e nella gestione
delle aree costiere. Questa parte della ricerca include lo sviluppo di sistemi
di informazione, training e adattamento dei risultati delle attività scientifiche alle necessità di utenti
diversi.
Le domande
Dal punto di vista scientifico, il programma si propone di rispondere
alle seguenti domande:
- qual è
l’esatta natura delle specie che sostengono queste fioriture e la loro
variabilità genetica eventualmente connessa con la tossicità?
- l’areale di
distribuzione del genere Ostreopsis
ha da sempre compreso anche il Mar Mediterraneo oppure queste specie sono
state introdotte più o meno recentemente da aree tropicali, attraverso
meccanismi naturali o in relazione alle attività umane?
- qual è
l’associazione di organismi marini che si trova in connessione con le fioriture
di Ostreopsis spp., incluso le
macrofite (macroalghe e/o fanerogame) colonizzate e gli invertebrati e i
vertebrati che si cibano direttamente delle microalghe e/o delle macrofite
da queste colonizzate?
- qual è
l’evoluzione temporale di una fioritura in termini di inizio, culmine e
fine?
- che
variabilità si osserva a scala spaziale e stagionale nella distribuzione
delle comunità a microalghe bentoniche che includono Ostreopsis spp. e le altre specie tossiche bentoniche?
- in quale
misura il fenomeno è riconducibile a scale locali e a specifiche azioni
antropiche che potrebbero influenzarne lo sviluppo?
- quali
condizioni ambientali, inclusa la componente edafica, promuovono lo
sviluppo e la fine delle fioriture?
- che ruolo
giocano nella dinamica delle fioriture e nella diffusione spaziale di Ostreopsis eventuali forme di
resistenza, che possono accumularsi nei sedimenti, o altri stadi del ciclo
vitale?
- qual è la
composizione e il ruolo ecologico della matrice mucillaginosa prodotta nei
casi di fioriture massive?
- in che fase
della fioritura vengono prodotte e rilasciate le tossine?
- quali tossine
vengono prodotte, qual è il loro destino nel mezzo liquido e nell’aerosol?
- qual è il destino delle tossine nei consumatori di queste microalghe?
- si osserva
magnificazione biologica?
- è possibile tracciare la tossina attraverso la
rete trofica?
- la
produzione di tossine è sotto il controllo ambientale?
- quali condizioni la
promuovono?
- in quali fasi del ciclo vitale, si producono le tossine?
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